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	<title>Iris Tatuaggi</title>
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		<title>Qualche consiglio sui tattoo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 05:35:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo alcuni dati statistici, più di 20 milioni di persone nel mondo possiede almeno un tatuaggio. Ovviamente il numero è destinato sempre più a crescere. Però il 28% di chi ha effettuato un tatuaggio nell&#8217;anno precedente ci ripensa, è insoddisfatto e vuole rimuoverlo. Ma come fare per rimuovere un tatuaggio sena rischiare antiestetiche cicatrici e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-853" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/10/tatuaggio-tigre-disegno.jpg" alt="tatuaggio-tigre-disegno" width="290" height="425" /><br />
Secondo alcuni dati statistici, più di 20 milioni di persone nel mondo possiede almeno un tatuaggio. Ovviamente il numero è destinato sempre più a crescere. Però il 28% di chi ha effettuato un tatuaggio nell&#8217;anno precedente ci ripensa, è insoddisfatto e vuole rimuoverlo. Ma come fare per rimuovere un tatuaggio sena rischiare antiestetiche cicatrici e senza dolore? A rischio cicatrici tutte le tecniche di abrasione: da quella con cristalli salini a quella con la fresa.<br />
Anche la rimozione chimica con l&#8217;uso di alcuni acidi non è immune dal rischio di provocare cicatrici sulla pelle. Molto più opportuno ricorrere al laser, che in genere dà ottimi risultati, ed inoltre non provoca dolore a chi si sottopone all’intervento. Uno dei migliori laser in circolazione si chiama &#8220;Multilight&#8221; della ESC, che è particolarmente apprezzato dai dermatologi per la sua flessibilità. Il trattamento consisterà in più sedute se il tatuaggio è colorato, in quanto il colore penetra e si distribuisce nei vari strati dell’epidermide in maniera diversa.<br />
Altro consiglio: dopo aver effettuato il tatuaggio coprite la parte per almeno tre giorni, evitando che batta il sole o che penetri il sudore. La parte tatuata va preservata anche da eventuali colpi diretti, che possono comportare la fuoriuscita del colore. Prima di praticare un tatuaggio, accertatevi di non avere alcuna allergia della pelle in corso. </p>
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		<title>Le regole di sicurezza e di igiene per il tatuaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 12:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete deciso di fare un tatuaggio, o di rimuoverne uno, affidatevi ad operatori esperti, e che non si improvvisino tali. Meglio rivolgersi presso centri specializzati, perché se non vengono rispettate le opportune regole di sicurezza ed igiene, si rischiano infezioni anche gravi. Nel nostro Paese, proprio per disciplinare questo tipo di attività, nel 1998 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-849" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/10/locale-igiene-tatuaggi.jpg" alt="locale-igiene-tatuaggi" width="425" height="283" /><br />
Se avete deciso di fare un tatuaggio, o di rimuoverne uno, affidatevi ad operatori esperti, e che non si improvvisino tali. Meglio rivolgersi presso centri specializzati, perché se non vengono rispettate le opportune regole di sicurezza ed igiene, si rischiano infezioni anche gravi.<br />
Nel nostro Paese, proprio per disciplinare questo tipo di attività, nel 1998 è intervenuto il Ministero della Sanità con l&#8217;emanazione di due circolari, nelle quali si rende obbligatoria l’autorizzazione ad effettuare tatuaggi e piercing da parte della Asl più vicina al luogo dell&#8217;attività.<br />
La Asl è tenuta ad effettuare rigorosi controlli sugli standards igienici stabiliti nelle circolari. Ma vediamo quali sono questi standards cui si deve attenere chi vuole aprire uno studio di &#8220;body art&#8221;. Innanzitutto, va posta l’attenzione sull&#8217;ambiente scelto per effettuare questa attività, che deve essere idoneo. La sala in cui si pratica il tatuaggio deve essere separata da quella in cui i clienti sostano per aspettare il proprio turno. Se possibile, deve esserci anche un&#8217;altra stanza diversa dal laboratorio, in cui vengono lavati, puliti accuratamente e sterilizzati gli strumenti.<br />
Le pareti delle stanze dovranno avere rivestimenti lavabili e impermeabili; è obbligatorio per gli operatori indossare camici e guanti monouso; i colori che si utilizzano per i tatuaggi devono essere atossici. Prima di procedere al tatuaggio, l&#8217;operatore dovrà valutare l&#8217;integrità della parte che sarà tatuata. Inoltre avviserà il cliente dell&#8217;ipotetico rischio di contrarre infezioni o allergie.<br />
Ma come si diventa tatuatori? Sempre la circolare del 1998 stabilisce che chi vuole praticare questa attività dovrà frequentare un apposito corso di formazione professionale (organizzato dalle Asl), che rilascerà un &#8220;patentino di idoneità&#8221;.<br />
Le stesse prescrizioni valgono gli operatori che applicano il &#8220;piercing&#8221;.<br />
Se siete sensibili alle allergie, attenti ai tatuaggi all&#8217;hennè. Si è scoperto che l&#8217;additivo contenuto nei kit in commercio è dannoso alla pelle. </p>
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		<title>Come sono cambiate le tecniche di tatuaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 03:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel tempo le tecniche di tatuaggio sono cambiate e si sono evolute, passando da quelle di &#8220;cucitura&#8221; e &#8220;puntura&#8221;, alle tecniche più asettiche ed indolori dei giorni nostri. Il tatuaggio attraverso la &#8220;cucitura&#8221; si otteneva facendo scorrere un filo intriso di sostanza colorante sotto l’epidermide, in modo da seguire le linee del disegno che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-845" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/tatuaggio1.jpg" alt="tatuaggio1" width="300" height="201" /><br />
Nel tempo le tecniche di tatuaggio sono cambiate e si sono evolute, passando da quelle di &#8220;cucitura&#8221; e &#8220;puntura&#8221;, alle tecniche più asettiche ed indolori dei giorni nostri. Il tatuaggio attraverso la &#8220;cucitura&#8221; si otteneva facendo scorrere un filo intriso di sostanza colorante sotto l’epidermide, in modo da seguire le linee del disegno che si era in precedenza tracciato. Il tatuaggio &#8220;per puntura&#8221; si otteneva, invece, tracciando prima il disegno sulla pelle, utilizzando stampi incisi o pennelli, e poi praticando piccole punture vicine tra loro con un ago imbevuto di sostanza colorante, in modo da applicare il colore preferito.<br />
Oggi si utilizzano principalmente tre metodi: quello giapponese, quello samoano e quello americano.<br />
La prima tecnica risulta abbastanza dolorosa. Gli aghi vengono infilati nella pelle in senso obliquo ed in maniera piuttosto lenta. Anche la tecnica samoana è alquanto dolorosa, perché l’inchiostro viene introdotto sotto la pelle con bastoncino piuttosto pungente. La tecnica americana è quella che adopera la macchina elettrica ad aghi. Questa macchinetta ha la forma di una pistola con tre o cinque aghi alle estremità, che si muovono grazie all’azione di bobine elettromagnetiche. La sensazione di dolore in questo caso è molto attutita, anzi quasi assente. Si avvertirà solo una sensazione di pizzicore sulla parte sottoposta a trattamento. Proprio la mancanza di dolore segna la differenza tra la cultura occidentale e quella dei Paesi dell’Asia e dell&#8217;Africa. Qui l’esperienza del dolore, unita alla perdita del sangue, costituisce un modo per avvicinarsi a Dio e superare la paura della morte. Esiste anche la tecnica tailandese, che però non è molto diffusa. Viene praticata appoggiando sull&#8217;epidermide un tubo di ottone che all&#8217;estremità presenta un&#8217;asta molto appuntita. Attraverso questa si procede alla perforazione.<br />
Se invece preferite un tatuaggio che non sia definitivo, potete utilizzare l&#8217;hennè, che è una tintura naturale, che viene usata anche per dare colore e riflessi ai capelli. Molti popoli dell&#8217;India e dell&#8217;Africa utilizzano questo estratto naturale per i tatuaggi. Si applica con un pennello e usando specifici dosatori.<br />
Il risultato? Il tatuaggio avrà un colore meno brillante (di solito rossiccio), sarà meno resistente, e scomparirà del tutto nel giro di un mesetto.</p>
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		<title>Il tatuaggio in Europa: da ieri ad oggi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 10:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Europa le condanne contro la pratica del tatuaggio, che derivavano dall’epoca romana, proseguirono fino al XV° secolo. Poi il tatuaggio tornò in uso, quando cominciarono le esplorazioni geografiche. L’incontro con civiltà primitive e fino ad allora sconosciute all’uomo europeo creò il mito del &#8220;buon selvaggio&#8221;, e la conseguente scoperta degli stili di vita, abitudini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-841" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/tatuaggio.jpg" alt="tatuaggio" width="455" height="340" /><br />
In Europa le condanne contro la pratica del tatuaggio, che derivavano dall’epoca romana, proseguirono fino al XV° secolo. Poi il tatuaggio tornò in uso, quando cominciarono le esplorazioni geografiche.<br />
L’incontro con civiltà primitive e fino ad allora sconosciute all’uomo europeo creò il mito del &#8220;buon selvaggio&#8221;, e la conseguente scoperta degli stili di vita, abitudini e tradizioni di questi popoli aprì nuovi scenari.<br />
In questa visione esotica che si diffuse in Europa, anche il tatuaggio diventa un&#8217;espressione di &#8220;body art&#8221;.<br />
Nel &#8217;900 si assiste ad un brusco ritorno al passato. Il tatuaggio venne considerato appannaggio dei ceti più bassi della società, ed anche di chi viveva ai margini di questa. L&#8217;usanza di tatuarsi il corpo era infatti diffusa tra i soldati, carcerati, malavitosi, marinai e gente poco affidabile. Negli anni &#8217;60 il tatuaggio diventa espressione della voglia di stupire e trasgredire, tipiche di questo periodo movimentato.<br />
Nei successivi anni &#8217;70 e &#8217;80 i bikers e i punk ricorrono al tatuaggio per affermare la loro netta contrapposizione ad un determinato sistema.<br />
Dagli anni &#8217;90 in poi il tatuaggio, è diventato un fenomeno di costume, che si lega ad una scelta personale di abbellire il proprio corpo. Ovviamente nel corso del tempo sono cambiate anche le tecniche del tatuaggio. Oggi ci sono anche riviste specializzate che gli appassionati del settore possono consultare per scoprire le nuove tendenze.<br />
Esistono centri appositi che danno una certa garanzia di sicurezza ed igiene: non dimentichiamo che si tratta di un&#8217;operazione delicata che deve svolgersi nel modo più corretto possibile. Inoltre se il tatuatore è esperto saprà di sicuro guidarci nella scelta migliore.<br />
Ricordatevi che ci sono alcune zone del corpo particolarmente sensibili, ma questo dipenderà anche dalla vostra personale percezione del dolore.</p>
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		<title>Le origini del tatuaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 07:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Troviamo tracce di tatuaggi nell’antica civiltà egizia e romana. Qui, in particolare, quando il Cristianesimo diventò religione di Stato, fu vietata l’usanza di tatuare il corpo dall’imperatore Costantino. Se poi ci spostiamo in Oceania, troviamo numerosi popoli che avevano l’abitudine di fare tatuaggi sul corpo, cui essi attribuivano precisi significati. Il popolo dei Maori era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-835" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/scarificazione.jpg" alt="scarificazione" width="463" height="469" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-837" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/polinesia-tattoo.jpg" alt="polinesia-tattoo" width="300" height="177" /><br />
Troviamo tracce di tatuaggi nell’antica civiltà egizia e romana. Qui, in particolare, quando il Cristianesimo diventò religione di Stato, fu vietata l’usanza di tatuare il corpo dall’imperatore Costantino. Se poi ci spostiamo in Oceania, troviamo numerosi popoli che avevano l’abitudine di fare tatuaggi sul corpo, cui essi attribuivano precisi significati. Il popolo dei Maori era conosciuto per le sue creazioni bellissime sul corpo.<br />
Ancora oggi in Nuova Zelanda e Polinesia ci sono popolazioni che attribuiscono ai tatuaggi profondi significati simbolici, come un tempo. In Polinesia il tatuaggio era considerato un segno per distinguersi all’interno della società, ed infatti era praticato dalle classi sociali più elevate (danzatori, rematori, sacerdoti, capi guerrieri). Inoltre aveva un significato di iniziazione alla vita adulta, essendo praticato ai bambini intorno ai 12 anni. Il tatuaggio era utilizzato ai fini di attrarre a sé le donne, visto che queste preferivano l’uomo che ne fosse interamente ricoperto.<br />
Ed inoltre il tatuaggio era il segno dell’aspirazione umana a diventare dio. Nei popoli della Polinesia era designato un sacerdote tatuatore che si occupava di questa operazione. Egli incideva disegni sulla pelle del corpo e del viso con punte di osso molto sottili. Sulle ferite veniva applicata polvere di carbone di legna, oppure pigmenti vegetali. In questo modo i disegni venivano colorati, ed inoltre diventavano indelebili. L’operazione era lunga e dolorosa, ma a quanto pare i guerrieri vi si sottoponevano senza battere ciglio.<br />
Il termine &#8220;tatù&#8221; nella lingua polinesiana significa &#8220;foracchiare&#8221;, ed è da questa parola che proviene il nostro &#8220;tatuaggio&#8221;. Invece la popolazione dei Maori in Nuova Zelanda chiamava &#8220;Moko&#8221; il tatuaggio fatto sul viso, e &#8220;Whakairo&#8221; quelli che venivano incisi sul resto del corpo. Le donne Maori si tatuavano solo intorno alle labbra, sul mento e sulle gambe. Gli uomini invece si ricoprivano interamente di tatuaggi. Se si voleva offendere qualcuno gli si diceva: &#8220;Papatea&#8221;, che significa &#8220;viso liscio&#8221;.</p>
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		<title>Il Pentacolo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 02:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Pentacolo è un altro simbolo che si perde nella storia dell&#8217;uomo e, proprio come la svastica, ha assunto nel corso del tempo un significato negativo in totale contrasto con le sue origini. In epoca classica era infatti un simbolo pagano associato al culto della dea Venere ed usato quindi come simbolo di perfezione. L&#8217;origine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-828" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/pentacolo.gif" alt="pentacolo" width="226" height="219" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-829" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/pentacolo-tattoo.jpg" alt="pentacolo-tattoo" width="106" height="80" /><br />
Il <strong>Pentacolo</strong> è un altro simbolo che si perde nella storia dell&#8217;uomo e, proprio come la svastica, ha assunto nel corso del tempo un significato negativo in totale contrasto con le sue origini. In epoca classica era infatti un simbolo pagano associato al culto della dea Venere ed usato quindi come simbolo di perfezione. L&#8217;origine grafica del pentacolo infatti deriva proprio dal pianeta Venere che ogni otto anni sulla sua eclittica traccia un pentacolo perfetto. Purtroppo la stella a cinque punte, come tutti i simboli pagani, ha subìto l&#8217;opera di demonizzazione da parte della religione cristiana che, durante il suo sviluppo, tentò di eliminare le religioni concorrenti.<br />
Il pentacolo è costituito da un pentagramma inscritto in un cerchio come rappresentazione del microcosmo e del macrocosmo e ad ogni punta della stella viene attribuito un significato preciso: partendo dall&#8217;alto in senso orario troviamo lo spirito, la terra, l&#8217;acqua, il fuoco e l&#8217;aria. Lo <strong>spirito</strong> (in alto) crea la fonte primaria della <strong>vita</strong> (l&#8217;acqua in basso a destra) da cui hanno origine le prime forme di vita che evolvono fino a prender coscenza del proprio essere e a potersi organizzare in maniera autonoma, staccandosi dall&#8217;elemento primordiale e spostandosi verso l&#8217;elemento <strong>aria</strong> (in alto a sinistra). Un ulteriore grado di evoluzione porta gli esseri a perdere la loro innocenza originaria e ad organizzarsi sia moralmente che tecnologicamente, legandoli all&#8217;elemento <strong>terra</strong> (in alto a destra). Raggiunto il massimo grado di evoluzione simboleggiato dalla terra, non si possono che avere delle ricadute verso il basso soprattutto dal punto di vista spirituale: l&#8217;essere ormai lontano dallo spirito ha raggiunto il fuoco (in basso a sinistra) che simboleggia proprio il massimo grado di degenerazione. Una volta toccato il fondo però, non si può far altro che risalire, tornare alle origni e quindi riunirsi allo spirito per chiudere il cerchio e tornare a far parte dell&#8217;Uno cosmico. Dal punto di vista escatologico non è altro che una rappresentazione della reicarnazione.<br />
Nel mondo dei tatuaggi il pentacolo è associato alla <strong>Wicca, </strong>e non come erroneamente si crede al satanismo, che è una religione pagana tipica dell&#8217;Europa precristiana in cui viene esaltato il ruolo della natura. Nei tatuaggi, infatti, di norma i pentacoli sono accompagnati da pampini d&#8217;uva o altro fogliame.</p>
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		<title>Ho un tatuaggio in un occhio!!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 14:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[occhio]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno afferma che i limiti sono fatti per essere superati. Nel mondo della body modification siamo avvezzi agli estremismi, ma ci sono comunque dei limiti che non andrebbero superati. Il tatuaggio dell&#8217;occhio è uno di questi. Innanzi tutto va premesso che il tatuaggio dell&#8217;occhio è una procedura estremamente pericolosa e che, in tutto il mondo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-823" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/occhio-tatuaggio-siringa.jpg" alt="occhio-tatuaggio-siringa" width="280" height="390" /><br />
Qualcuno afferma che i limiti sono fatti per essere superati.<br />
Nel mondo della body modification siamo avvezzi agli estremismi, ma ci sono comunque dei limiti che non andrebbero superati. Il tatuaggio dell&#8217;occhio è uno di questi.<br />
Innanzi tutto va premesso che il tatuaggio dell&#8217;occhio è una procedura estremamente pericolosa e che, in tutto il mondo, non troverete mai un tatuatore esperto in tale pratica. Infatti, ad oggi, in tutto il globo le persone che posseggono tale tipo di tattoo si contano sulle dita di una mano. Oltre ai normali rischi che si corrono durante la normale pratica del tatuaggio (infezioni, reazioni allergiche), vi è il rischio ben più grave della perdita totale della vista. Vista la delicatezza della zona in questione, il margine di errore è praticamente nullo. Va specificato inoltre che il tatuaggio dell&#8217;occhio consiste solamente nella pigmentazione della sclera, la parte bianca per intenderci.<br />
Quindi se vi sta balenando in testa l&#8217;idea di farvi una fatina o una farfalla nell&#8217;occhio, dimenticatevelo!<br />
Anche la tecnica di applicazione del colore differisce da un tatuaggio normale: non viene usata la tattoo gun ma una siringa.<br />
L&#8217;ultimo aspetto su cui si dovrebbe riflettere è la totale irreversibilità dell&#8217;operazione. I pigmenti infatti, una volta iniettati, non potranno più essere rimossi mentre, per i tatuaggi normali, nel corso degli anni sono state sviluppate varie tecniche di rimozione come la dermo-abrasione o il laser, facendo cadere così anche il mito della permanenza a vita del tattoo.<br />
Quindi, se amate stupire il prossimo, anche in questo caso la soluzione più semplice è sempre la migliore: un paio di lenti a contatto stile Marilyn Manson potrebbero fare al caso vostro!</p>
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		<title>Come on baby light my tattoo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 10:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[uv]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio così, se Jim Morrison fosse ancora vivo canterebbe di tatuaggi che si accendono. Sono i tattoo realizzati con inchiostro UV, ovvero un particolare tipo di inchiostro praticamente invisibile in condizioni normali ma che si illumina se esposto a lampade ultraviolette. Tanto per cambiare il fenomeno è nato negli Stati Uniti, per poi diffondersi rapidamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-818" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/uv-tattoo.jpg" alt="uv-tattoo" width="427" height="582" /><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-819" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/uv-tattoo2-267x300.jpg" alt="uv-tattoo2" width="267" height="300" /><br />
Proprio così, se Jim Morrison fosse ancora vivo canterebbe di tatuaggi che si accendono.<br />
Sono i tattoo realizzati con inchiostro UV, ovvero un particolare tipo di inchiostro praticamente invisibile in condizioni normali ma che si illumina se esposto a lampade ultraviolette.<br />
Tanto per cambiare il fenomeno è nato negli Stati Uniti, per poi diffondersi rapidamente anche in Europa, soprattutto in Germania ed Olanda).<br />
I rave ed i locali notturni dove le luci UV sono un elemento immancabile, hanno permesso ai ravers di far conoscere e diffondere questo trend. Purtroppo come al solito noi italiani siamo costretti a rincorrere il resto del mondo. In Italia infatti il fenomeno dei rave è ancora relegato ai margini della legalità e ai party last minute mentre in Europa si è evoluto creando spazi appositi per questo tipo di eventi.<br />
Nonostante questo, anche in Italia diversi tattoo shop si sono attrezzati con lampade UV e soprattutto con l&#8217;UV Blacklight Ink. </p>
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		<title>Il tatuaggio in estate</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 11:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
				<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[tatuaggi]]></category>
		<category><![CDATA[tatuaggio hennè]]></category>
		<category><![CDATA[tatuaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Finita l&#8217;estate, sfatiamo il mito che durante il periodo estivo è meglio non tatuarsi. È opinione comune, infatti, che in estate non ci si possa tatuare. GLI SVANTAGGI - bisogna evitare il contatto con la sabbia e in generale con tutte le particelle che possano generare infezioni come la polvere o i peli di animali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-814" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/tatuaggio-estate.jpg" alt="tatuaggio-estate" width="680" height="500" /><br />
Finita l&#8217;estate, sfatiamo il mito che durante il periodo estivo è meglio non tatuarsi. È opinione comune, infatti, che in estate non ci si possa tatuare.<br />
GLI SVANTAGGI<br />
- bisogna evitare il contatto con la sabbia e in generale con tutte le particelle che possano generare infezioni come la polvere o i peli di animali. Del resto questo vale anche in inverno..<br />
- bisogna evitare il bagno in acqua stagnante, come la piscina, la vasca da bagno ed il mare e preferire la doccia con il tatuaggio protetto da un sottile strato di vaselina o altra crema neutra idrorepellente. E anche questo vale anche in inverno..<br />
- bisogna evitare di esporre il tatuaggio ai raggi diretti del sole proteggendolo con una crema a schermo totale. Ed infine anche questo vale in inverno e tutto l&#8217;anno. Per una corretta conservazione dei vostri tattoo, di norma non andrebbero mai esposti alla luce diretta del sole. I pigmenti vengono alterati dai raggi ultravioletti del sole che ne deteriorando gradualmente ma inesorabilmente l&#8217;intensità, sbiadendo quindi il vostro amato tatuaggio.<br />
I VANTAGGI<br />
- in estate si indossano vestiti più leggeri di cotone o di lino ad esempio e comodi pantaloni larghi e corti, t-shirt e canottiere. Questo fa diminuire il rischio di infezioni derivante dal contatto con tessuti sintetici o colorati e favorisce una rapida guarigione del tattoo soprattutto se effettuato su parti del corpo che possono stare scoperte come le braccia e le gambe.<br />
- possiamo sfoggiare subito il nostro tattoo tra gli amici senza aspettare 6 mesi.<br />
- possiamo far desistere immediatamente gli ambulanti che sulla spiaggia vogliono rifilarci un tatuaggio all&#8217;henné.. che poi non è mai hennè&#8230;<br />
Dunque, alla resa dei conti, le controindicazioni sono le stesse che riscontriamo anche in inverno, mentre i vantaggi sono peculiari del periodo estivo.<br />
La conclusione quindi è a dir poco sconvolgente: il mito che recita &#8220;non ci si tatua in estate&#8221; non solo è stato sfatato, ma è emerso che l&#8217;estate è forse il periodo migliore per tatuarsi! </p>
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		<title>Tatuaggi e minori</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 12:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniavicentini</dc:creator>
				<category><![CDATA[minorenni]]></category>
		<category><![CDATA[tatuaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Tatuaggi e minori. Sono due mondi che almeno in teoria non dovrebbero incontrarsi mai. Ma si sa che la pratica è poi tutta un&#8217;altra storia. Ai miei tempi (non molto tempo fa a dire la verità), le cose andavano più o meno così: &#8220;Mamma, posso fare un tatuaggio?&#8221; &#8220;Non ci pensare nemmeno!!!&#8221; E la cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-810" src="http://iristatuaggi.it/files/2010/09/tutuaggi-minori1-221x300.jpg" alt="tutuaggi-minori1" width="221" height="300" /><br />
Tatuaggi e minori. Sono due mondi che almeno in teoria non dovrebbero incontrarsi mai. Ma si sa che la pratica è poi tutta un&#8217;altra storia.<br />
Ai miei tempi (non molto tempo fa a dire la verità), le cose andavano più o meno così:<br />
&#8220;Mamma, posso fare un tatuaggio?&#8221;<br />
&#8220;Non ci pensare nemmeno!!!&#8221;<br />
E la cosa finiva lì. Se si andava avanti ad insistere, si vedeva la propria madre trasformarsi nella tipa di The Ring ed allora la cosa finiva lì davvero.<br />
Ora le cose, manco a dirlo, sono completamente cambiate, ed i ruoli si sono addirittura invertiti: ci tocca litigare con i genitori che vogliono vedere i propri figli appena tredicenni, tatuati o magari con un piercing in faccia.<br />
Non avrei voluto dilungarmi sugli aspetti meramente tecnici, ma vista la statistica dei casi che sono capitati ultimamente, credo sia bene dare una rinfrescata.<br />
Allora, care mamme e cari papà, gli aspetti da tenere conto prima di intraprendere una crociata a favore dei tatuaggi, sono fondamentalmente due: il corpo non ancora formato e la volubilità tipica dei ragazzi.<br />
Il primo aspetto credo non abbia bisogno di spiegazioni. Ci sono ragazzini che quando finiscono la scuola a giugno sono alti un metro e venti e pesano cento chili, poi, tornano a settembre che sono alti un metro e novanta e di chili ne pesano cinquanta. Tipo mutazione genetica, roba da X-Men. In questi casi, la farfallina fatta sulla spalla a giugno, diventa uno pterodattilo a settembre.<br />
Il secondo aspetto, la volubilità, è il più importante e non va sottovalutato. I ragazzi, tra i 12 e i 18, sono estremamente influenzabili, non per mancanza di neuroni ma per eccesso di stimoli. Un tatuaggio fatto sulla spinta di una moda o di un capriccio, sarà un futuro cover-up.<br />
Tutto questo per dire che non si tatuano minori di sedici anni in nessun caso, nemmeno con il consenso dei genitori. E dai sedici ai diciotto anni è giusto che venga richiesto il consenso scritto da parte di un genitore e la presenza fisica dello stesso durante il tatuaggio. Questo per evitare che il ragazzo esca di casa dicendo mi faccio una stellina su una caviglia e torni a casa con un drago su tutta la schiena.</p>
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